I tecnici Wish IT a supporto dell’Arpal filmato inedito

 

ORE 9:30 – 10:30.
Operazione completata. Ora l’attenzione è sulle polveri

L’operazione si è svolta nei modi previsti, come ha ribadito il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci: «Le prime informazioni che abbiamo è che è andato tutto bene, in una operazione che non ha eguali, specie perchè in un contesto urbano». Adesso l’attenzione è concentrata sulle polveri che si sono alzate dopo l’implosione e che hanno investito le aree urbane immediatamente adiacenti alla zona rossa, come via Fillak: «Le centraline di monitoraggio delle polveri sono già attive – ha detto Bucci – avremo un primo check alle 17, un secondo alle 21. In base al secondo decideremo se far rientrare in casa le persone evacuate». Gli esperti di Arpal sono fiduciosi: «A distanza di venti minuti le polveri sono sparite. Le condizioni meteo sono ideali». Il governatore della Liguria Giovanni Toti ha espresso su Facebook soddisfazione per l’avvenuta demolizione: «La demolizione del moncone est del Ponte Morandi ha un valore simbolico.


ORE 10:30 – 11:30
Iniziate le verifiche ambientali. Traffico nella norma

È in corso la ricognizione degli esplosivisti dell’esercito per controllare che tutte le microcariche siano esplose. «La sequenza di demolizione è stata completata con successo», ha detto il colonnello Juri Grossi, comandante degli Incursori del Col Moschin. Per quanto riguarda le polveri, i primi dati delle rilevazioni di Arpal dovrebbero arrivare intorno alle 14. Sono stati già diffusi invece i risultati dei primi rilievi effettuati dai cittadini: «Le centraline in tempo reale hanno segnalato un picco massimo di picchi di polveri sottili e ultrasottili di breve durata, complessivamente circa 30 minuti, a partire dall’inizio dell’implosione. Il vento girato da sud sud est, poco prima dell’esplosione, ha fatto registrare in via Ristori i valori massimi di PM 10 e di PM 2,5 pari, rispettivamente, a 769 e 172 microgrammi per metro cubo. Le polveri hanno solo sforato Argine Polcevera dove, per un metro cubo d’aria si sono registrati 28 e 39 microgrammi di pm 2,5 e PM10. A seguire via Porro che, nonostante fosse il punto più vicino alle esplosioni, ha registrato 33 microgrammi di PM2,5 e 80 microgrammi di PM 10».


ORE 13:30 – 14:30
Test nei laboratori Arpal. Alle 15 revoca delle misure per la zona tra i 300 e 400 metri
.
Sono arrivati nei laboratori di Arpal i tamponi per le analisi dell’aria. «Ci vorranno circa tre ore per i primi risultati, nel frattempo un secondo tampone raccoglierà i dati del pomeriggio: quando anche quest’ultimo darà ok si potrà procedere con i rientri», si legge in un tweet pubblicato dalla Regione. Il sindaco Bucci ha tuttavia anticipato che in generale «la situazione delle polveri, pm 10 e pm 2.5, è migliore di quanto ci si potesse aspettare». I dati della concentrazione «dopo una ventina di minuti sono rientrati sotto la soglia». A questo punto bisognerà aspettare le 17 per l’esito del primo test relativo alle fibre di amianto e un secondo alle 21. Successivamente, nel caso in cui non vi fossero problemi, partirà il lavaggio della zona – quella in un raggio di 300 metri dalle macerie – da parte del personale Amiu. «A quel punto potremo far rientrare gli evacuati a casa e riaprire l’autostrada A7 e via 30 Giugno». Saranno revocate entro le 15, invece, le misure adottate a tutela dei genovesi che abitano entro un raggio di 300 e 400 metri dalla zona rossa. A intervento ultimato è possibile ora pianificare le prossime attività in vista della ricostruzione del “Ponte per Genova”: «Stasera le prime sezioni dell’impalcato del nuovo ponte arriveranno sulla banchina Ansaldo. Martedì saranno pronte in cantiere per l’assemblaggio». Per quanto riguarda il destino delle macerie, Bucci ha ricordato che «è in corso un confronto con il ministero per Ambiente per il riutilizzo dei materiali. Ci aspettiamo il via libera ministeriale entro 2 o 3 settimane».

Il tweet della Regione sull’arrivo dei filtri dell’aria nei laboratori Arpal